Radicata solo in Cristo

Che cosa stai inseguendo? Se sei come me, ho basato la mia vita interamente sul cercare e fare enormi sacrifici per ottenere ciò che volevo. Ho inseguito soldi, successo e promozioni sul lavoro; ero disperatamente alla ricerca dell’approvazione altrui, di conforto in una vita semplice e di controllo su di essa. Mi sono impegnata ad avere un’amorevole famiglia, la migliore istruzione ed un ministerio di successo. 

Tuttavia, tutto questo inseguire, desiderare e disperazione… e’ finito nel nulla! Non avevo pace, non avevo gioia. Attenzione, però: raggiungere i miei obiettivi mi rendeva molto felice; ho fatto tutti i festeggiamenti possibili, ma senza avere né pace né gioia.

In un attimo, persi tutto e tutti, senza più nulla da raggiungere. L’unica persona che ho trovato è stata Gesù. Anzi, no, mi correggo: Gesù mi ha trovata! L’unica persona a cui potevo aggrapparmi era Gesù, l’unico che non mi avrebbe mai lasciata. A Gesù non importavano le mie circostanze e non era interessato a ciò che avevo, a ciò che facevo o a quanto mi affannassi nella ricerca del meglio perché egli voleva il mio cuore, la mia mente e la mia anima!

Con i miei occhi e la mia concentrazione solo su Gesù, la mia vita complicata e confusionaria si ridusse ad una misera briciola davanti alla sua grandezza; tutto ciò che Gesù mi chiedeva era di arrendermi a lui, fermare la corsa e abbandonare lo sforzo e la disperazione. Non avevo altra scelta che arrendermi a Cristo e fu solo allora che fui ripiena della pace di Dio e della gioia del Signore.

Janet Erskine Stuart (1857-1941), una scrittrice cristiana, una volta scrisse così: «La gioia non è mancanza di sofferenze e la pace non è assenza di problemi. Esse sono la presenza di Cristo.» 

“La folla insorse allora contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente. Ricevuto tale ordine, egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi. Verso la mezzanotte, Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano.” (Atti 16: 22-25)

Capii pienamente Paolo e Sila in Atti 16: 25 che furono brutalmente frustati e gettati in prigione. Che terribile ed ingiustificata sofferenza! Comunque, dopo essere stati violentemente frustati, incatenati e messi in prigione, erano ancora in grado di pregare e di innalzare inni a Dio. Essi  veramente possedevano la pace di Dio e la gioia del Signore nonostante le circostanze, i loro sentimenti e il loro dolore. 

Quando i nostri cuori sono attaccati a Dio e a lui soltanto, possiamo sperimentare la gioia anche nel bel mezzo di una tempesta nella nostra vita. Se ricerchiamo la felicità nelle relazioni, soldi e comodità, ricordiamoci che possiamo perdere tutto in un istante; se la nostra gioia e la nostra pace sono invece  ferme in Cristo Gesù, esse rimarranno sempre nonostante le circostanze perché lui rimarrà sempre, per l’eternità, con noi. Amen.

Dio Padre, ti ringrazio per essere la nostra fonte inesauribile di pace e gioia eterna. Perdonaci perché abbiamo cercato altrove ciò che solo tu puoi donare. Signore, aiutaci a tenere lo sguardo fisso solo su di te perché tu sei abbastanza, nonostante le circostanze. Nel prezioso nome di Gesù. Amen.

Pace e grazia a te,

Terria 



Terria Moore

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