Quando i Piani di Dio Tardano a Realizzarsi

C’è stato un periodo della mia vita in cui credevo che tutto stesse andando per il verso giusto. Ero fidanzata e pronta per il matrimonio. Tutta la mia vita era in delle scatole di cartone, pronta per essere caricata. Avevo già dato le dimissioni dal mio lavoro mentre stavo finendo la mia specializzazione post-laurea ed addirittura organizzando una piccola festa di matrimonio. Ed ancora,  non vedevo l’ora di cominciare la mia nuova carriera da freelance, dato che pensavo di  trasferirmi in un altro stato.

Poi, all’improvviso, tutti i miei piani crollarono: niente matrimonio, trasloco bloccato e il futuro che mi ero tanto impegnata a costruire svanito proprio sotto i miei occhi.

Guardando ora indietro, mi viene da ridere pensando a quanto quella ventenne fosse stata melodrammatica anche se quel momento non sembrava affatto divertente e mi sentivo devastata. Mi chiedevo se mi sarei mai sposata e se il futuro che avevo tanto sognato fosse davvero volato via per sempre. Ero convinta che tutto ciò che Dio stava facendo per la mia vita si fosse fermato di colpo e che egli stesso mi stesse mettendo i bastoni fra le ruote.

Ripensandoci, vedo ora come invece egli stesse amorevolmente scrivendo per me una storia migliore di quella che mi ero immaginata.

Giuseppe sapeva cosa si provava a vedere la vita prendere una direzione che non avrebbe mai scelto. Quando leggiamo Genesi 50, è facile concentrarci sulle note parole di Giuseppe: “Voi avete pensato il male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene” (Genesi 50:20). Queste parole hanno confortato generazioni di credenti, ma spesso dimentichiamo quando Giuseppe le pronunciò.

Non le disse dal fondo della cisterna. Non le disse mentre era in prigione domandandosi se mai qualcuno si fosse ricordato di lui. Non le disse nemmeno mentre serviva fedelmente persone che prima o poi si sarebbero dimenticate di lui. Le disse decenni dopo.

Quando Giuseppe pronunciò quelle parole, aveva vissuto abbastanza da guardarsi indietro e riconoscere la mano di Dio in ogni minimo colpo di scena della sua storia.

Penso che questo sia molto importante da ricordare perché molte di noi non stanno vivendo Genesi 50. Stiamo vivendo in un momento tra la fossa e il palazzo; siamo nel bel mezzo dei capitoli dove la storia sembra ancora incompiuta, nei capitoli in cui le preghiere rimangono inascoltate, i sogni ritardati e i tempi di Dio sembrano così dolorosamente diversi dai nostri.

La sicurezza di Giuseppe non era basata nel riuscire finalmente a comprendere ogni dettaglio doloroso della sua vita. Le Scritture non ci rivelano che ottenne le risposte ad ogni suo “perché”. Giuseppe, invece, arrivò a fidarsi di una cosa molto più grande della comprensione: si fidò del carattere di Dio.

Fate caso a ciò che Giuseppe dice: “Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene”. I fratelli di Giuseppe avevano delle intenzioni, ed anche Dio le aveva. Ciò che altri avevano progettato per il male, non avrebbe mai potuto fermare ciò che Dio aveva progettato per il bene. Questo non significa che la cisterna non fosse dolorosa, che il tradimento non lo avesse ferito o che la prigione non fosse solitaria; queste cose erano reali ma non sono mai state al di fuori della cura sovrana di Dio.

Anche quando Giuseppe non poteva vederlo, Dio stava fedelmente lavorando dietro le quinte ed intessendo insieme una storia che non solo avrebbe preservato la vita di Giuseppe, ma avrebbe salvato anche quella di innumerevoli altre persone durante una carestia devastante.

La stessa cosa vale anche per noi. Spesso diamo per scontato che, poiché la vita non si sta svolgendo secondo i nostri tempi, qualcosa dev’essere andato storto. E se quel ritardo non fosse la prova che Dio ti ha dimenticata? E se fosse la prova che egli sta ancora scrivendo la tua storia?

Uno dei dettagli che preferisco in questo brano è la risposta di Giuseppe al timore dei suoi fratelli: “Sono io al posto di Dio?” (Genesi 50:19). Giuseppe comprese qualcosa che noi, a volte, fatichiamo ad accettare: non aveva bisogno della prospettiva divina per potersi fidare del suo cuore. Quanto spesso ci stanchiamo tentando di rispondere a delle domande a cui solo Dio può rispondere?

Perché è successo questo? Perché questa preghiera non ha ricevuto risposta? Perché tutti sembrano andare avanti mentre io mi sento bloccata?

Giuseppe ci ricorda che non siamo mai state chiamate a prendere il posto di Dio. Non dobbiamo comprendere ogni capitolo per poterci fidare dell’Autore; ecco che cos’è la pazienza biblica. Pazienza non è semplicemente aspettare che Dio agisca, ma è continuare a fidarci di lui mentre egli sta scrivendo una storia che non riesci ancora a vedere.

Anni dopo quel fidanzamento rotto, posso guardare indietro e vedere la benevolenza di Dio intrecciata in tutta quella stagione, in modi che non avrei mai immaginato. Se tutto fosse andato secondo i miei piani, mi sarei persa moltissimo di ciò che Dio aveva preparato per me.

Tuttavia, forse il più grande dono non è stato semplicemente la vita diversa che alla fine mi ha donato ma scoprire che egli era degno di fiducia ben prima che io capissi cosa stesse facendo.

Forse oggi stai guardando al tuo capitolo non ancora terminato; forse è una relazione che è finita, una diagnosi che non ti aspettavi, un desiderio che non si è ancora avverato o una preghiera che continui a sussurrare da anni.

Se questa sei tu, ricordati di Giuseppe. Ricordati del carattere di Dio. Ricordati che il versetto che ci piace così tanto è arrivato dopo anni di fedele attesa. Ricordati che Dio stava lavorando in ogni singolo capitolo, anche in quelli che Giuseppe non comprendeva. Inoltre, ricordati che il fatto che tu non possa ancora vedere cosa Dio sta facendo, non significa che egli non stia preparando qualcosa di magnifico.

Forse non stai ancora vivendo il tuo Genesi 50, forse sei ancora da qualche parte tra la cisterna e il palazzo, ma lo stesso Dio che è stato fedele in ogni capitolo invisibile della storia di Giuseppe sta fedelmente lavorando nella tua. I suoi piani non sono mai in ritardo perché, anche quando il suo piano ci mette più tempo del previsto, la sua bontà non tarda mai.

Ashley Trail

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