Immagazzinare un tesoro

C’è un vecchio detto che recita: “I soldi non fanno la felicità” e una famosa canzone pop che diceva: “I soldi non possono comprarmi l’amore”. Spesso la società attribuisce grande importanza al fatto che tutti i nostri bisogni siano soddisfatti attraverso la ricchezza finanziaria e i beni materiali.                                          

Uno dei quotidiani nazionali del Regno Unito compila e pubblica ogni anno una “Rich List” delle 350 persone più ricche del Paese. Vi si legge quanti miliardi o milioni di euro possiedono e come si sono arricchiti. 

Ma come seguaci di Gesù, sappiamo che non è nei soldi che si trova la vera ricchezza.

Non guardiamo al mondo per definire il nostro valore, ma andiamo alla Parola di Dio per vedere cosa definisce il vero valore e, come avere una prospettiva divina sulla ricchezza e sui beni. Il brano di oggi proviene da uno dei sermoni di Gesù che si trova nei capitoli 5-7 di Matteo, noto come il Sermone sul Monte.

In esso, troviamo istruzioni su come vivere e sulle persone che dobbiamo essere. È stato anche definito il Manifesto del Regno, dove scopriamo che l’insegnamento di Gesù sul Suo regno sottosopra è molto diverso dalle vie di questo mondo. In questi tre capitoli Gesù ci insegna come vivere, come amare, come dare e come pregare (oltre a molte altre istruzioni).  

Questo periodo di Quaresima è un buon momento per fermarsi e rivalutare il nostro atteggiamento nei confronti di molte aree della nostra vita. Poiché Gesù ci istruisce a proposito di ricchezza, tesoro, denaro e il donare, dobbiamo ascoltare e prestare attenzione a ciò che ha da dirci su queste cose.

“Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano, ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dove è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”. Matteo 6:19-21

È chiaro che dobbiamo accumulare solo tesori celesti. Che cosa significa questo e come lo facciamo?

Per prima cosa, riconosciamo che tutto ciò che abbiamo proviene da Dio. L’apostolo Paolo ci ricorda in 1° Corinzi 4:7, “Che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto?” Il Nostro Padre Celeste è la sorgente di tutte le benedizioni e provviste. Riconoscere che tutto ciò che abbiamo appartiene a Dio ci aiuta a riallineare la nostra posizione verso  il vero padrone di qualsiasi cosa possediamo.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio…” Giovanni 3:16

Non solo Dio è il padrone, ma è anche il più grande esempio di qualcuno che dona generosamente. Donare è al centro di chi Dio è. Lui era a conoscenza del nostro bisogno di un Salvatore, pertanto ci ha donato Gesù. Sicuramente, avendo ricevuto un dono così indescrivibile, vorremmo seguire il Suo esempio con una disposizione d’animo che trova piacere nel dare, nel mostrare amore, nel desiderare di fare del bene, nel benedire generosamente gli altri con gentilezza e nel soddisfare i bisogni condividendo ciò che ci è stato dato.

È fondamentale tenere a mente che ciò che diamo non è mai stato nostro. Questo annulla l’orgoglio del donare, quando siamo tentate nell’essere soddisfatte di noi stesse nel momento in cui facciamo qualcosa per aiutare le altre nel bisogno. Dobbiamo ricordare a noi stesse la verità delle parole di Davide in 1° Cronache 29:14 “Poiché tutto viene da te; e noi ti abbiamo dato quello che dalla tua mano abbiamo ricevuto.” 

Va da sé che la donazione non riguarda solo le nostre risorse finanziarie. Anche se non abbiamo molto denaro, Dio ci ha benedetto in molti altri modi. Condividiamo queste benedizioni donando il nostro tempo, usando i nostri doni e le nostre capacità, pregando fedelmente per le altre, mostrando compassione e rispondendo concretamente ai bisogni delle altre. La nostra donazione scaturisce da un cuore che ama Gesù e vive per compiacerlo.                                                                                                                         

Potremmo fare volontariato in una missione cristiana, aiutare in un banco alimentare locale o fare da babysitter alla mamma single che non ha mai tempo per sé. Potremmo impegnarci a pregare in collaborazione con le organizzazioni giovanili o le attività di sensibilizzazione in chiesa. 

Molte volte, il dono di noi stesse può essere più costoso di una donazione finanziaria a un ente di beneficenza. La Parola di Dio ci dice che dobbiamo dare generosamente, allegramente, con sacrificio e senza aspettarci nulla in cambio.

Possiamo cercare di accumulare il tesoro celeste investendo nelle persone. Servendo gli altri, onoriamo Dio. Quando facciamo queste cose, come dice l’apostolo Paolo in 1° Timoteo 6:19, “così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l’avvenire, per ottenere la vera vita”.

In 2° Corinzi 8, Paolo ci indica anche l’incantevole esempio delle credenti delle chiese macedoni che donavano volontariamente, con gioia e generosità, anche nelle loro circostanze di prova e povertà. Conoscevano la benedizione e la comunione che si poteva trovare nell’aiutare i santi. Le loro priorità erano giuste. Paolo, nel versetto cinque di questo capitolo, dice: “ma prima hanno dato se stessi al Signore e poi a noi, per volontà di Dio”. Paolo incoraggia poi le credenti della chiesa di Corinto a seguire questo modello e a eccellere nella grazia del dono.

In questo periodo di Quaresima, quando consideriamo tutto ciò che ci è stato dato in Cristo Gesù, che ha dato se stesso per noi, ricordiamoci del tesoro che si trova solo nell’amare e nel vivere per Lui.                          

Condividiamo la Sua bontà e le Sue benedizioni in ogni occasione. Che possiamo crescere nella grazia del donare, accumulando il tesoro celeste, mentre facciamo investimenti eterni per il Regno di Dio nelle vite degli altri in questo mondo che Egli ama tanto.   

Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quello che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona. 2 Corinzi 9:8

 

Sfida settimanale: 

Parte dello svuotamento di noi stesse per essere riempite di Cristo comporta la pratica della carità. La carità è un atto di fede, che indica che crediamo che Dio soddisferà i nostri bisogni quando doniamo ciò che proviene dalla nostra abbondanza. Questa settimana, chiedete a Dio di rivelarvi dove vuole che diate finanziariamente. Se sentite di non avere i mezzi, chiedete a Lui di mostrarvi come potete comunque praticare la carità con ciò che avete.

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